lunedì 9 novembre 2009

L’ambiente, la salute e la società

di Eleonora Anello

La sensibilità dei cittadini nei confronti dell'ambiente e della salute è in aumento ma non sempre i media riescono a soddisfare questo nuovo bisogno informativo. Nasce per rispondere a questa nuova esigenza Ecograffi, periodico online che verrà presentato martedì 10 novembre 2009, alle ore 12, presso il King Kong Microplex di via Po 21, a Torino. Per l’occasione interverranno Giorgio Diaferia, direttore del periodico, medico e giornalista; Nicola de Ruggiero, assessore all'Ambiente della Regione Piemonte. Modererà la giornalista Antonella Frontani.

Ecograffi si propone di trattare congiuntamente tre temi spesso tenuti separati, sebbene la tutela del benessere sia direttamente collegata all’ambiente che a sua volta è influenzato dal modo con cui l’individuo affronta la quotidianità.
La redazione del nuovo periodico è composta da un team di professionisti che lavora insieme già da dieci anni, durante i quali ha prodotto la trasmissione televisiva Antropos, in onda su Quarta Rete e i canali Sky, curato un blog e organizzato numerosi eventi di confronto pubblico e scientifico.

Dottor Diaferia, si parla di informazione scientifica, divulgazione naturalistica, educazione ambientale, perfino di comunicazione sociale. Lei come definirebbe la comunicazione ambientale dal punto di vista medico?

«La comunicazione ambientale dal punto di vista medico è molto carente. Manca un insieme che sappia davvero far comprendere ai decisori politici e alla gente, che oggi parlare di tutela della nostra salute vuol dire anche, e in maniera non episodica, parlare di tutela dell'ambiente di vita e di lavoro in cui noi ci troviamo. Tralasciando l'ambiente di lavoro, normato da leggi specifiche, ricordo come oggi manchino dei chiari strumenti operativi qualora nel nostro ambiente di casa, in cui gli italiani tendono a passare almeno l'80-90% del loro tempo, vengano superati i limiti per certe sostanze. Ambiente vuol certo dire politiche di Prevenzione Primaria, vuol dire come e cosa mangiamo. Ad esempio, i tanti, troppi pesticidi ancora presenti nella frutta e verdura, seppure entro i limiti di legge, sono in grado di indurre delle mutazioni genetiche o delle alterazioni endocrine. Ancora un esempio, l'ambiente dove si vive condiziona la nostra salute poichè può o meno favorire stili di vita più sani, che tengono lontani problemi come obesità, diabete e malattie croniche degenerative e altre ancora. Non mi addentro poi nel mare magno dei danni alla salute da sostanze prodotte dall' attività industriale ma è certo che, ad esempio, il problema amianto è ben lontano dall'essere risolto e che lo stesso vale per il cromoesavalente o per il radon».

Quindi per lei comunicare l’ambiente significa soprattutto prevenzione. Ma allora, qual è la mission di Ecograffi?

«Ecograffi esce per tentare un approccio molto diverso dall'esistente quando si parla di ambiente e di salute. La mia esperienza di medico di famiglia e di ecologista registra il bisogno di seguire un certo modello di comunicazione sociale, per spiegare anche al popolo di non addetti, in modo semplice, la complessità della tutela della nostra salute, grazie a un'attenzione più globale all'ambiente in cui ci troviamo a vivere. La nostra mission sarà dunque quella di documentare gli avvenimenti più significativi in questo settore, grazie a reportage realizzati ad hoc. La nostra nuova sfida è rappresentata da questo giornale web, aperto al contributo di tutti coloro che sono interessati a questi temi, così determinanti per la qualità del nostro futuro. Vogliamo informare una parte sempre più vasta dell’opinione pubblica su quali conseguenze l’inquinamento può avere sulla salute, ma anche offrire scenari di una vivibilità sociale diversa, grazie alla tutela ambientale, sollecitando così una riflessione sul rapporto tra degrado ambientale e perdita di salute, con delle chiare indicazioni dei costi sociali relativi».
Continua...

venerdì 6 novembre 2009

Ha preso il via Nonsolopuntaperotti4. Intervista al Presidente di Giuria Marcello Saponaro


di Letizia Palmisano

È partita la quarta edizione di NonSoloPuntaPerotti, concorso nato per denunciare gli Ecomostri in Lombardia, da due anni però di portata nazionale. Ci dica di cosa di tratta.
«Nasce dalle ceneri di Punta Perotti, l’ecomostro pugliese fatto saltare con l’esplosivo, e dall’idea che tutti gli ecomostri che deturpano il paesaggio italiano meritano la stessa fine. E’ un gioco ma penso abbia anche una valenza pedagogica: i giovani e non che partecipano, dicono con ogni immagine a schiere di assessori, architetti, geometri e funzionari pubblici che il paesaggio è parte del capitale sociale, culturale e aziendale dell’Italia e deve essere valorizzato, non distrutto».

Ci sono novità nella IV edizione?
«Intanto è nazionale, appunto. Come la precedente edizione del resto. E poi abbiamo ampliato a ogni immagine digitale o digitalizzata che denuncia uno scempio urbanistico o architettonico. Quindi non è più limitato alle sole fotografie scattate con il cellulare. L’importante è catturare gli ecomostri e denunciarli».

La giuria, che Lei presiede, da chi altri sarà composta?
«Da componenti storici quali Guido Pollice (Presidente nazionale Verdi Ambiente e Società Onlus) e Fabio Fimiani (Giornalista di Radio Popolare), da fotografi quali Fabio Treves e Silvia Tenenti; esperti di comunicazione e giornalisti quali Luca Conti (Consulente per i Social Media), Massimo Mantellini (Giornalista e blogger), Edoardo Raspelli (Conduttore televisivo), Cristina Gabetti (Giornalista e scrittrice, conduttrice della rubrica Occhio allo spreco in onda su Striscia la Notizia). Edoardo Stoppa (Inviato di Striscia la Notizia per animali ed ecologia), Nicola Mattina (Consulente ICT), esponenti del mondo universitario con Walter Fornasa, (Docente dell'Università di Bergamo) e del mondo imprenditoriale con Angelo Naj Oleari (Imprenditore nel settore della produzione e distribuzione di prodotti alimentari e tessili)».

Siete alla quarta edizione. Quali risultati avete ottenuto fino ad ora?
«Alcuni edifici sono stati abbattuti. Ne sono fiero perché penso che un pizzico di merito l’abbia anche il concorso. Mi riferisco, per esempio, al famoso Hotel dei mondiali di Milano e all’ex cinema porno di Zingonia, quello a forma di “Phon”. Chi abita a Bergamo sa quanto abbia bisogno di essere riqualificata l’area di Zingonia… Ecco la qualità della vita passa anche da lì, dall’abbattimento del brutto. Cominciando dal bruttissimo. E dalla sua ricostruzione».

All'estensione sul piano nazionale è corrisposta, fino ad ora e l'anno scorso, una partecipazione "nazionale"? Quali sono i soggetti più fotografati? Esiste un “prototipo di ecomostro” immortalato più di frequente?
«Si, le immagini sono giunte da tutta Italia e mi pare che ogni tipo di ecomostro sia stato immortalato: dallo scheletro industriale all’abitazione eccessivamente “fantasiosa”, dal ponte interrotto alla colata di cemento. Il prototipo non esiste, esiste una scala di bruttezza che vede sicuramente ai primi posti gli edifici dismessi che vengono lasciati decadere sempre più all’interno delle nostre città, diventando luoghi di insicurezza e degrado».

Altri concorsi fotografici molto simili sono nati negli ultimi due anni. Vi sentite ispiratori o “derubati”?
«Io sono sinceramente soddisfatto che grandi giornali e grandi associazioni abbiano promosso simili concorsi. Nessuno di noi riuscirà a vincere la battaglia, culturale oltre che politica, per la bellezza da solo. Vorrei che anche le scuole si facessero promotrici di iniziative simili e chiamassero l’assessore ai lavori pubblici di zona a presentarlo e a presiedere la giuria! Purtroppo, solo se e quando non sarà più necessario denunciare vorrà dire che avremo compreso che valorizzare il nostro territorio è un nostro primario interesse economico oltre che ecologico».
Continua...

giovedì 5 novembre 2009

Nuovo Mondo e nuove visioni


di Alessio Sciurpa

E’ sul concetto di cittadinanza e la valorizzazione dei piccoli gesti quotidiani, che sempre più si fonda la transizione verso una società più attenta alle istanze ambientali. In quest’ottica si inserisce il ciclo di incontri “San Salvario Eco-Sostenibile” organizzato da Associazione per un Mondo Nuovo nel quartiere di San Salvario a Torino.

Ne parliamo con Silvia Bergamo, Responsabile comunicazione e area info-culturale di Mondo Nuovo.

Quali sono i temi che toccherete nell’ambito di questa iniziativa?
«San Salvario Eco-Sostenibile è un progetto che nasce per sensibilizzare i cittadini a prestare attenzione all'impatto ambientale del proprio stile di vita. Per questo abbiamo pensato a un breve ciclo di seminari nel corso dei quali relatori esperti illustreranno, in modo molto concreto e diretto, come ciascuno di noi possa applicare nel proprio vissuto quotidiano buone prassi ecologiche nell'ambito del risparmio energetico, del modo di fare la spesa e della gestione dei rifiuti. Questi, rispettivamente, i tre temi che saranno affrontati per tre martedì sera, dal 10 al 24 novembre, alle ore 21.00 presso la sala dell'Oratorio San Luigi di via Ormea 4. L'ingresso a tutte le serate è libero e gratuito».

Come mai la scelta di un quartiere come San Salvario, con forte caratteristiche multietniche? Ha influenzato e influenza questa peculiarità il vostro lavoro di sensibilizzazione?
«Negli ultimi anni il quartiere di San Salvario ha saputo vivere la propria peculiarità multietnica sempre meno come un "problema da risolvere" e sempre più come una risorsa da valorizzare, una caratteristica che arricchisce il quartiere dal punto di vista culturale e sociale. E' una zona in cui c'è animazione sociale, i cittadini e l'associazionismo locale esprimono il desiderio di vivere il quartiere e di partecipare ad attività collettive e di riflessione: ci è sembrato un contesto quanto mai adeguato e pronto ad accogliere un'iniziativa di questo tipo. Non a caso abbiamo lanciato il progetto con una proiezione cinematografica al Baretti, punto di riferimento della vita culturale del quartiere, così come abbiamo scelto di organizzare i seminari presso l'Oratorio San Luigi, che svolge un importante ruolo di integrazione fra le famiglie italiane e straniere della zona».

Tra le vostre attività anche l’impegno per una finanza etica, come si inserisce questo tipo di attività nel quadro delle vostre iniziative sulla sostenibilità?
«Quando si parla di consumo responsabile si pensa normalmente ai prodotti "di consumo" vero e proprio, ciò che mangiamo ed utilizziamo concretamente nella vita di tutti i giorni. Ma anche il nostro denaro, i nostri risparmi sono beni che possiamo impiegare in modo più o meno responsabile. Quando affidiamo i nostri risparmi a una banca o facciamo degli investimenti anche piccoli, li mettiamo a disposizione di qualcuno che utilizzerà il nostro denaro per qualche attività probabilmente remunerativa. Ci siamo mai chiesti come saranno impiegati? Non tutti i cittadini sanno che la maggior parte delle banche impiega normalmente ingenti cifre nel finanziare l'industria delle armi: non sono sicura che tutti i cittadini siano d'accordo all'idea che i propri soldi siano impiegati in questo modo. Esistono invece sempre più progetti di finanza etica, proposte concrete ed accessibili che consentono ai cittadini di impiegare i propri risparmi in attività non profit, gestite in piena trasparenza. Un esempio è la Banca Etica, una banca a tutti gli effetti con la quale si può aprire un normale conto corrente e svolgere le relative operazioni; i propri risparmi possono essere poi impiegati presso, per esempio, le cooperative di commercio equo e solidale, che anziché chiedere prestiti alle banche li chiedono ai propri soci, e li remunerano con un interesse. La finanza etica è una componente fondamentale per il funzionamento di un'economia sostenibile e solidale».

Il programma completo a questo link.
Continua...

martedì 3 novembre 2009

Strategie per una città più pulita




di Alessio Sciurpa

Presentata ieri a Torino la nuova campagna AMIAT “Buttalo Giusto”, realizzata per affrontare il mal costume dell’abbandono dei rifiuti sul suolo pubblico.
La campagna è declinata su vari mezzi: per le affissioni sono quattro i soggetti, che rappresentano diverse tipologie di rifiuto, per un messaggio semplice e diretto.
Un'azione di ambient marketing il 7 e 8 Novembre prossimi, dove una struttura di oltre sei metri di altezza, posizionata nella centralissima Piazza san Carlo, creerà l'occasione per un contatto diretto tra gli operatori di Amiat e la cittadinanza (con distribuzione di materiale informativo e gadgets). Un sito web dedicato alla campagna dove l’utente potrà, attraverso icone semplici ed intuitive, trovare risposta ai propri dubbi circa il corretto conferimento dei rifiuti, nonché utili indicazioni circa la collocazione degli ecocentri presenti in città.
A supporto dell’iniziativa sono stati realizzati anche due video, che declinano lo stesso messaggio attraverso uno storyboard grafico molto eighties il primo ed uno stop motion il secondo, già inseriti da alcuni giorni su You Tube.
Uno di questi video sarà inoltre scaricabile su smart phone attraverso un particolare codice presente sul retro delle cartoline distribuite in Piazza Castello. Sarà sufficiente infatti avvicinare l’apparecchio al codice riportato sulla card per scaricare sul palmare il link internet del video.

La campagna BUTTALO GIUSTO – ha detto il Responsabile Comunicazione di Amiat Roberto Bergandi – è un’azione di comunicazione mirata a coinvolgere il target ampio ed eterogeneo al quale ci rivolgiamo, utilizzando sia canali di comunicazione tradizionali e già sperimentati dall’azienda, sia usufruendo di media più raffinati e tecnologicamente avanzati, propri di una fascia di pubblico giovane e attento alle nuove tecnologie”.
Continua...

lunedì 2 novembre 2009

Storico appello delle statue capitoline


di Eleonora Anello

Le statue di Roma tornano a parlare. L’imperatore Augusto, Giulio Cesare, Giordano Bruno e Garibaldi si rivolgono al Presidente del Consiglio italiano, Silvio Berlusconi, e lanciano il loro monito: «Silvio, don’t be stupid. Save the climate».

A realizzare il sogno di Michelangelo ci ha pensato la campagna di Greenpeace Italia che in questi giorni ha animato le strade di Roma collocando accanto alle statue dei vistosi balloon. Pur utilizzando testimonial di grande reputazione, l’operazione vanta sicuramente costi contenuti e fa leva sull’effetto sorpresa che suscita nei passanti, soprattutto sfruttando la visibilità e la bellezza del patrimonio artistico, immagine ma anche simbolo.
Del resto, chi riuscirebbe a mettere in discussione le parole di Giordano Bruno quando afferma: «Berlusconi, non negare la scienza: salva il clima»? La campagna è stata ben studiata anche perchè ogni messaggio è stato modulato sulla personalità e il percorso storico del personaggio. Non a caso, infatti, Garibaldi afferma «Berlusconi, qui si salva il clima o si muore!», mentre Giulio Cesare spera di evitare che vengano sferrate altre coltellate.

I messaggi sono stati installati in vista del Consiglio Europeo di Bruxelles, tenutosi il 29 e il 30 ottobre, in cui sembra che l’Europa abbia trovato un compromesso sul problema del finanziamento per la lotta al riscaldamento del clima, una proposta comune, da presentare a Copenaghen. Greenpeace ha così chiesto al governo italiano di impegnarsi affinchè si agisca per contenere il global warming. Non essendo certa che il Presidente del Consiglio e gli altri leader europei si soffermino ad ammirare le statue, l’associazione ha fatto seguire all’azione una lettera formale.

Ma quella di rendere le statue parlanti non è una novità. Già nel XVI secolo i romani utilizzavano le statue per esprimere satiricamente il malcontento popolare nei confronti dei politici e della Chiesa. Dopo un periodo di pausa, le statue sono tornate ad affabulare nel XIX secolo, in occasione della visita di Hitler e successivamente di Gorbaciov. Le operazioni di propaganda golirdica si sono poi diffuse anche altrove. La notte del 21 giugno 2001, le Tute bianche hanno riportato le statue di Bologna alla loro vecchia funzione, quella di ammonire, lanciando appelli contro il G8 che si sarebbe tenuto di lì a poco a Genova. Ultimamente, le statue non si sono solo fatte sentire, a Berlino, nell’aprile del 2008, hanno indossato i bikini in un’azione contro il nudismo, mentre a Torino, Padova, Palermo e in altre città, hanno indossato le mascherine antismog per mano di diversi movimenti come Traffic Kills e associazioni ambientaliste come Terra! e Legambiente.

Il blitz di Greenpeace sembra avere sortito il suo effetto rimbalzando su tutti i media.
Continua...

venerdì 30 ottobre 2009

Comunicazione ambientale locale: l’importanza di un rapporto “di fiducia”


di Francesco Rasero

Ieri, giovedì 29 ottobre, al Caffè Scienza di Ecomondo si è parlato di comunicazione ambientale, prendendo come spunto la futura pubblicazione del manuale “Guida pratica di comunicazione ambientale per le pubbliche amministrazioni”, a cura di AICA in collaborazione con ERICA per Flaccovio Editore.
Hanno discusso del tema l’autore Roberto Cavallo e il vice-direttore generale del CONAI, Walter Facciotto, con la giornalista Rai Gabriella Lepre come moderatrice.
Cavallo ha brevemente illustrato la struttura del libro, che verrà pubblicato nei prossimi mesi: dopo una parte introduttiva teorica, ci si concentrerà su esempi pratici tratti dalle esperienze dei soggetti coinvolti nel processo comunicativo. A completare l’opera vi saranno box di approfondimento e interviste ai “volti della comunicazione ambientale locale”, ovvero persone che a vario titolo hanno seguito campagne comunicative legate a tematiche ambientali.
Partendo da questo spunto (Cavallo ha dato lettura, in anteprima, di alcuni passi del libro, citando tra gli altri l’ex assessore all’ambiente del Comune di Roma, Dario Esposito; il presidente di Federambiente, Daniele Fortini e il presidente del Kyoto Club, Beppe Gamba) la discussione ha affrontato in particolare alcuni aspetti, tra cui l’importanza del codice e della relazione con il territorio.
A tal proposito Walter Facciotto ha sottolineato come, attraverso la comunicazione, le pubbliche amministrazioni debbano instaurare un rapporto di fiducia con i propri cittadini e non limitarsi solo ad azioni di sensibilizzazione e mera informazione. «Esistono molti manuali che parlano di comunicazione, e anche di comunicazione ambientale –ha affermato il vice-direttore del CONAI- Questa guida pratica si distingue proprio per la sua concretezza e la capacità di tradurre numerose esperienze dirette in un libro rivolto specificatamente agli amministratori pubblici».
Ancora Cavallo ha citato la radice etimologica del verbo “comunicare”, ovvero “mettere in comune”, e quindi ridurre le distanze tra emittente e riceventi dei messaggi.
In conclusione del dibattito si è infine parlato della comunicazione legata alla riduzione e prevenzione dei rifiuti, in vista dell’imminente “Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti”(EWWR), mettendo in evidenza come il sentimento di impotenza del singolo di fronte a una problematica così ampia, risulti essere un aspetto da affrontare e superare a livello comunicativo.
Continua...